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Una panoramica economica della Tanzania

Cartina Geografica della Tanzania

Capitale: Dodoma

Popolazione: 46,5 milioni circa

Superficie: 945.080 km²

Lingue: kiswahili e inglese

Forma istituzionale: repubblica presidenziale

Moneta: scellino della Tanzania (TZS)

Accordi bilaterali: la Tanzania ha negoziato trattati contro le doppie imposizioni con Canada, India, Sud Africa, Danimarca, Italia, Svezia, Finlandia, Norvegia e Zambia.

Il paese è stabile e con un tasso di crescita nell'ultimo decennio pari al 6-7% per anno.
Nell'ottobre 2015 John Pombe Magufuli è stato il quinto presidente eletto del paese. La forte stabilità politica è la base delle forti performance economiche della Tanzania.

Nel corso del 2016 il PIL della Tanzania è cresciuto di circa il 7%, anche se ha subito un rallentamento nella seconda parte dell'anno.
La produzione agricola è cresciuta rispetto all'anno precedente, mentre le altre attività non produttive sono cresciute lievemente, la stessa cosa è accaduta per il settore edilizio e quello elettrico, compensato però da una forte crescita del settore minerario; anche il settore dei servizi ha avuto delle performance solide.

Il tasso di Inflazione in a marzo 2016 è stato del 5,4%.
Il tasso di povertà nel 2007 era attorno al 60% della popolazione, nel 2016 è stato stimato al 47%, con una diminuzione di circa un quarto.

Grazie agli incentivi per la scuola primaria e secondaria, negli ultimi anni è aumentato il numero di iscrizioni e, conseguentemente, sta aumentando la scolarizzazione del paese.
La Tanzania sta iniziando il piano di sviluppo che, entro il 2021 prevederà, l'implemento, con un piano fiscale realistico e credibile, degli interventi per far crescere il paese, mantenendo il debito pubblico sostenibile per le future generazioni.
Il prospetto di crescita è basato sullo "sblocco" degli investimenti sulle infrastrutture, sull'aumento delle possibilità di business, aumentare la produzione agricola facendo di essa un valore aggiunto, la creazione di una forza lavoro più preparata e implementando il processo di urbanizzazione del paese.

Prodotto Interno Lordo - PIL

Il PIL della Tanzania relativo al 2015 è pari a 44.5 milioni di dollari.
Il tasso medio di crescita del PIL nell'ultimo quinquennio è stato pari al 7%, facendo dell'economia tanzaniana una delle 20 economie in crescita a livello mondiale.
Per far capire la portata di questo dato dobbiamo considerare che in tutta l'Africa Sub-Sahariana il tasso medio annuale è stato del 4.4% nello stesso periodo.
Secondo il Fondo Internazionale Monetario la crescita dell'economia della Tanzania nel 2016 è stata del 7,2%, mentre nel 2017 sarà del 7,1%, invece secondo la Banca Mondiale i tassi di crescita sono rispettivamente pari al 6,8% e 7%.
La Banca Centrale della Tanzania fa notare come la crescita del PIL sia dovuta ai continui investimenti nel settore delle infrastrutture, dalla crescita del settore edilizio, sia privato che pubblico, e dall'aumento dell'export.

Reddito procapite

La Banca Mondiale classifica la Tanzania come un'economia a baso reddito, infatti nel 2014 il reddito procapite è stato di 920 dollari, mentre per l'Africa Sub-Sahariana è stato di 1709 dollari.
C'è da considerare che negli ultimi cinque anni il reddito procapite è cresciuto del 44%. Su questa base il Governo ha fatto un progetto per portarlo, nel 2025, tra i 1045 ed i 12736 dollari.

Tasso d'Inflazione

Negli ultimi cinque anni il tasso di inflazione è passato dal 12,6% del 2011 al 5,4% di marzo 2016.
L'obiettivo della Banca Centrale della Tanzania è quello di mantenere la stabilità dei prezzi attraverso la regolazione della quantità del denaro in circolazione e del credito erogato.
Il Bilancio Commerciale (H3)
Il bilancio commerciale della Tanzania ha avuto un deficit di circa 3 miliardi di dollari nel 2015. C'è stata comunque una diminuzione del 35% rispetto a quello del 2010.
Durante lo stesso periodo l'export sono aumentate dell'85%, passando da 5 a 9 miliardi e mezzo di dollari.
Anche l'import è cresciuto, passando da 9,8 a 12,5 miliardi di dollari.

Debito Pubblico

A settembre 2015 il debito pubblico della Tanzania ammontava a 19 miliardi di dollari, con un rapporto debito pubblico/PIL del 39,5%.
Questo rapporto è aumentato del 4.1% nel periodo 2010-2015, anche questi dati sono all'interno di una diminuzione del 28% negli ultimi 10 anni.

Investimenti da Paesi Esteri

Gli investimenti stranieri sono passati dagli 1,8 miliardi di dollari del 2010 ai 2,04 del 2014, rendendo la Tanzania il paese che sta attraendo maggiori investimenti esteri.
Questi investimenti sono aumentati grazie alla scoperta di un giacimento di 45 bilioni cubici di riserve di gas naturale.
Secondo il Dipartimento di Stato degli USA i primi cinque paesi che investono nella Tanzania sono: Sud Africa, UK, Kenya, Canada e Cina.

La Composizione del PIL della Tanzania

Composizione del PIL della Tanzania

Agricoltura

Il 29% del PIL della Tanzania è creato dal comparto agricolo.
La Banca Centrale ha indicato che a febbraio 2016 l'export (incluso pesce e prodotti ortofrutticoli) ha raggiunto il miliardo di dollari, ovvero il 20% del valore di tutto l'export tanzaniano del 2014.
I prodotti più esportati sono: tabacco, anacardi e caffè.

Turismo

Questo comparto vale il 9,3% del PIL, i visitatori stranieri producono circa 4,5 milioni di dollari di indotto.
Il turismo è aumentato del 90% nel periodo tra il 2006 ed il 2014, arrivando a superare il milione di visitatori, facendo diventare la Tanzania la settima destinazione più visitata dell'Africa Sub-Sahariana.
Lo sviluppo di questo settore da parte del paese prevede un aumento dei turisti nell'ordine del 4,9% entro il 2025, pari al 7,7% di aumento sul PIL del periodo.

Attività Mineraria

L'estrazione mineraria nel 2014 era pari al 3,7% del PIL.
Nel febbraio 2016 l'export generato da questo settore valeva circa 1,4 miliardi di dollari di export, soprattutto grazie alle miniere aurifere.
L'oro estratto in Tanzania ogni anno è pari alle 40 tonnellate, questo la rende il quarto produttore dell'Africa.
La produzione di oro è aumentata del 700% negli ultimi 25 anni, passando da 5 a 40-50 tonnellate estratte per anno.

Export

A marzo 2017 si è registrata una diminuzione del 3% dell'export su base annuale.
Questa diminuzione è stata data dal comparto manifatturiero e, in piccola parte, da quello "non tradizionale".

Dati relativi alle esportazioni della Tanzania a Marzo 2017

Export Tradizionale

Su base annuale questo comparto ha avuto una crescita passando da 119,2 a 872,8 milioni di dollari.
A trainare il settore vi è l'export degli anacardi, con un valore raddoppiato rispetto a quello del marzo 2016, questo va in contrasto con la diminuzione dell'esportazione dei chiodi di garofano, sisal (una varietà della canapa), tabacco e tè.

Export Non Tradizionale

Su base annuale c'è stata una diminuzione pari al 9,8%, passando da 4380,2 a 3950,4 milioni di dollari.
In questa categoria, però, ci sono state delle performance positive: l'oro ha visto aumentare la il valore della sua esportazione del 23,9%, grazie all'aumento del suo costo.
Anche i prodotti ortofrutticoli hanno segnato un aumento del 6,3%, questo però non è bastato a controbilanciare la diminuzione dell'export legato ai prodotti in ferro ed acciaio e oli commestibili (es.: olio di palma).

Turismo

Le entrate generate dal turismo sono aumentate dell'1,9%, passando da 3547,1 a 3616.2 milioni di dollari, questo viene dall'aumento del numero dei viaggiatori verso il paese e dal transito delle merci dai paesi vicini.